Giovani calciatori in divisa rossa e bianca in azione in campo

Riscaldamento pre-partita per Giovanissimi: esempio pratico da 20 minuti

Team GameMind
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Perché il riscaldamento conta nei Giovanissimi

Nella fascia 12-14 anni il corpo sta attraversando una delle transizioni più delicate della crescita: allungamento osseo, variazioni ormonali, incremento di massa muscolare e riorganizzazione della coordinazione. Un riscaldamento ben strutturato ha due funzioni che si sovrappongono: preparare la prestazione (aumentare la temperatura muscolare, attivare il sistema neuromuscolare, mobilizzare le articolazioni) e prevenire gli infortuni (che in questa fascia sono frequenti, specie a livello di tendini e cartilagini in crescita).

Un riscaldamento troppo corto (sotto i 15 minuti) non produce adattamenti sufficienti: i primi 10 minuti di partita diventano di fatto un'estensione del warm-up, con il rischio di giocare piatti o incassare gol precoci. Un riscaldamento troppo lungo o troppo intenso, invece, brucia sostanze energetiche che servirebbero nella prima frazione.

Il protocollo che segue è un esempio testato in contesto giovanile, strutturato in quattro fasi da 5 minuti ciascuna per un totale di 20 minuti. È una base: ogni allenatore la adatta al contesto (clima, partita, stato della squadra).

Fase 1 (0-5'): Attivazione generale

Obiettivo: alzare gradualmente la frequenza cardiaca, mobilizzare le grandi articolazioni, "svegliare" il corpo.

Setup: giocatori in cerchio o in quadrato 20x20 metri, senza palla.

Esercizi in sequenza, ciascuno 30-40 secondi:

  1. Corsa leggera in avanti (1 minuto). Ritmo conversazionale, respirazione nasale.
  2. Skip basso sul posto o in movimento. Ginocchia a metà altezza, braccia accompagnano.
  3. Calcio al gluteo. Tallone al sedere, tronco leggermente inclinato avanti.
  4. Passo laterale (galoppo laterale). Due serie da 20 metri, cambiando lato.
  5. Corsa all'indietro rilassata (30 secondi). Importantissima per l'equilibrio e la propriocezione dei posteriori.
  6. Rotazioni braccia grandi e piccole, avanti e indietro, mentre si cammina.
  7. Apertura-chiusura anche (affondo laterale con oscillazione del bacino), 4-5 ripetizioni per lato.

Obiettivo frequenza cardiaca a fine fase: intorno al 60-65% della massimale (circa 130-140 bpm a questa età).

Fase 2 (5-10'): Mobilità dinamica

Obiettivo: aumentare l'escursione articolare, attivare il sistema elastico dei muscoli, preparare le catene cinetiche coinvolte nei movimenti di gara.

Setup: corridoio di lavoro da 15-20 metri, giocatori in fila, si va avanti e si torna camminando.

Esercizi (ciascuno eseguito lungo il corridoio andata + ritorno):

  1. Skip alto. Ginocchio a 90°, appoggio sull'avampiede, coordinazione braccia-gambe.
  2. Calciata dietro (calcio al gluteo veloce, a ginocchio alto).
  3. Dietro alto (estensione indietro della gamba tesa, stando in piedi con mani alla vita).
  4. Affondi camminati in avanti. Ginocchio posteriore sfiora il terreno, tronco eretto.
  5. Affondi con rotazione. Come il precedente, ma col busto si ruota verso la gamba davanti.
  6. Aperture anca (walking knee-hug + walking quad stretch dinamico): al passo successivo alterni ginocchio al petto e mano al piede.
  7. Slancio gamba tesa (A-skip leggero con calciata in avanti).
  8. Sprint in progressione su 20 metri, al 60-70% della velocità massima.

Ogni esercizio 1 volta andata + 1 volta ritorno. La chiave è la qualità dell'esecuzione, non la velocità: se un ragazzo fa skip sciatto, fermalo e correggi.

Fase 3 (10-15'): Tecnica + pallone

Obiettivo: introdurre la palla, attivare la sensibilità tecnica, rialzare il battito senza stressare.

Setup 1 — Torelli in coppia (3-4 minuti). Gruppi da 5 giocatori: 4 in possesso, 1 sotto. Spazio 8x8 metri. Tocchi liberi. Quando il sotto recupera, entra il responsabile dell'errore. Un mini-rondo di riscaldamento.

Setup 2 — Passaggi a coppie (2-3 minuti). Giocatori in coppia a 8-10 metri di distanza. Sequenza:

  • 10 passaggi a due tocchi (controllo + passaggio)
  • 10 passaggi a un tocco
  • 10 passaggi alternando piede forte e debole
  • Variante: uno dei due sta fermo e l'altro arriva in ricezione, si gira, rimanda indietro

L'obiettivo di questa fase non è l'allenamento tecnico ma la familiarizzazione con la palla e col ritmo di gioco. Il riscaldamento non è il momento per correggere tecnica profonda.

Fase 4 (15-20'): Reattività e intensità

Obiettivo: portare il sistema neuromuscolare al livello di attivazione richiesto dalla prestazione. Questa è la fase critica: se la salti o la fai male, i primi 5-10 minuti di partita saranno "slow motion".

Setup: corridoio 15-20 metri, conetti come riferimento.

Esercizi (serie brevi, recuperi completi):

  1. Sprint in progressione 15m (4 ripetizioni, 30" recupero). Non partire subito al massimo: accelera gradualmente fino all'85% nell'ultima.
  2. Cambi di direzione con conetto (3-4 ripetizioni). 10m avanti → conetto → 5m laterale → conetto → 10m avanti.
  3. Scatti in coppia (2 ripetizioni): uno davanti, uno dietro a 2m. Il primo sprinta quando vuole, il secondo lo insegue reagendo.
  4. Calcio in porta a bassa intensità (3-4 tiri per giocatore da 12-15 metri, senza correre con forza, solo per sentire il pallone).

Obiettivo frequenza cardiaca: salire fino all'85% nelle ultime accelerazioni, poi scendere leggermente nei 2 minuti finali prima del fischio d'inizio.

Riscaldamento specifico per il portiere

Il portiere segue le fasi 1 e 2 con la squadra (stessa attivazione e mobilità), poi si separa per gli specifici:

  • 5 minuti di prese a terra (bassa, tiro rasoterra) alternando lato destro e sinistro
  • 3 minuti di prese a mezza altezza (frontale, poi laterale)
  • 3 minuti di tuffi controllati su lato destro e sinistro, pallone lanciato dall'allenatore o da un compagno
  • 2-3 minuti di rinvii (dalle mani e da terra)
  • 1 minuto di mini-partita con palla alta in area

Durata totale: circa 14-16 minuti di cui 8-10 specifici. Il portiere deve arrivare al fischio d'inizio già "caldo sulle mani" e con i piedi attivati.

Se non hai un secondo portiere o un preparatore, coinvolgi un giocatore disponibile per aiutarlo.

Adattamenti speciali

Freddo (temperatura sotto i 10°C)

Aggiungi 5 minuti alla fase 1 (attivazione più lunga), mantieni più tuta addosso possibile durante le fasi iniziali. Insisti su mobilità articolare prima degli scatti.

Caldo (sopra i 28°C)

Riduci la fase 1 a 3-4 minuti, idratazione durante tutto il warm-up, riduci le ripetizioni degli sprint in fase 4. Attenzione a inizi partita troppo intensi con condizioni ambientali estreme.

Giocatore in rientro da infortunio

Non "salta" il riscaldamento, anzi: ne fa uno più lungo. Aggiungi 3-4 minuti di esercizi specifici sull'area infortunata (mobilità, attivazione), poi inseriscilo con prudenza nelle fasi 3 e 4. Se hai dubbi, un minuto di test 1v1 con un compagno fidato prima del fischio d'inizio.

Panchinari

Chi parte in panchina dovrebbe fare un riscaldamento ridotto ma completo (10-12 minuti), poi ripetere un mini-warm-up di 3-5 minuti 10 minuti prima del probabile ingresso in campo. Il peggior errore di molti settori giovanili è mandare in campo un giocatore dopo 60 minuti di panchina da freddo: è un rischio di infortunio elevato.

Errori comuni

Errore 1 — Troppa corsa continua in fase 1. 5 minuti di corsa lenta senza varianti è tempo sprecato. Meglio integrare subito skip, passi laterali, corsa indietro.

Errore 2 — Stretching statico prolungato pre-partita. Allunghi statici lunghi riducono la potenza esplosiva. Il momento giusto per lo stretching statico è dopo la partita, in decontrazione. Prima si fa mobilità dinamica.

Errore 3 — Intensità crescente male dosata. Passare da 0 a 100 negli ultimi 3 minuti è un rischio. L'intensità deve salire in modo graduale e raggiungere il picco 2-3 minuti prima del fischio, poi scendere leggermente per arrivare al via con frequenza cardiaca alta ma gestibile.

Errore 4 — Troppi esercizi diversi. Se cambi esercizio ogni 30 secondi i ragazzi non hanno tempo di farne bene nessuno. Meglio poche forme, ripetute bene.

Errore 5 — Fase tecnica dimenticata. Alcuni riscaldamenti saltano la palla. Risultato: il primo tocco in partita è freddo. La palla va inserita fase 3, non negoziabile.

Errore 6 — Warm-up senza briefing finale. I 2 minuti tra la fine del riscaldamento e il fischio d'inizio sono preziosi: radunati, dai le ultime indicazioni tattiche, sposta energia dalla testa al gruppo.

Checklist pratica

  • Arrivo in campo 45 minuti prima del fischio d'inizio
  • Riscaldamento parte 30 minuti prima
  • Fase 1 (attivazione): 5'
  • Fase 2 (mobilità dinamica): 5'
  • Fase 3 (tecnica + palla): 5'
  • Fase 4 (reattività): 5'
  • Portiere: specifici con preparatore dedicato
  • Acqua disponibile durante tutte le fasi
  • Panchinari: warm-up completo + ripasso 10' prima dell'ingresso
  • 2-3' prima del via: radunata tattica finale

FAQ

Domande frequenti

Quanto deve durare il riscaldamento pre-partita per i Giovanissimi?+

18-22 minuti totali. Meno di 15 è insufficiente per l'attivazione neuromuscolare; più di 25 inizia a produrre affaticamento controproducente.

Serve riscaldamento specifico per il portiere?+

Sì. Il portiere deve seguire attivazione generale + 8-10 minuti specifici di prese, tuffi, rinvii con un secondo portiere o preparatore.

Allungamenti statici prima della partita: sì o no?+

No, lo stretching statico prolungato prima della prestazione riduce la potenza esplosiva. Preferire stretching dinamico: skip, calcio al gluteo, affondi camminati.

Conclusione

Un protocollo di riscaldamento ben strutturato vale tanto quanto un esercizio di allenamento: 20 minuti di lavoro mirato ti danno una squadra che entra in partita pronta mentalmente e fisicamente, riducendo infortuni e migliorando i primi minuti di gioco. Le fasi non sono negoziabili (attivazione → mobilità → tecnica → reattività), le durate invece possono essere adattate al contesto.

La chiave è la coerenza: riproponi lo stesso schema settimana dopo settimana. I giocatori ne interiorizzano le fasi, i tempi, la progressione. Dopo qualche mese il riscaldamento si autogestisce: tu puoi concentrarti sul briefing tattico e sulla gestione della pre-gara, sapendo che la squadra arriverà al fischio d'inizio nelle condizioni migliori.

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